
Il percorso di una richiesta
- DNS: il tuo dominio, ad esempio client1.domain1.com, è un CNAME di secure.aegister.com, quindi i visitatori raggiungono Cloud Defender invece del tuo server.
- Cloudflare: la richiesta entra da Cloudflare, che mitiga il traffico DDoS e serve i contenuti in cache. Cloudflare trasmette l’indirizzo reale del visitatore nell’header CF-Connecting-IP.
- Load balancer di Google Cloud con Cloud Armor: Cloud Armor accetta solo il traffico che arriva da Cloudflare e rifiuta tutto il resto, quindi la protezione non si può aggirare raggiungendo Cloud Defender per un’altra strada. Qui operano la regola sugli URL di attacco e il rilevamento degli attacchi (vedi sotto).
- Proxy di Aegister: respinge le richieste dagli indirizzi presenti nella lista di Threat Intelligence e applica le tue liste, poi inoltra le altre al tuo server, usando l’indirizzo reale del visitatore preso da CF-Connecting-IP.
- Il tuo sito: le richieste che hanno superato ogni controllo arrivano al tuo server, senza differenze percepibili per il visitatore.
Cosa fa ciascun livello
- Threat Intelligence (blocca): la lista di threat intelligence di Aegister contiene indirizzi già visti attaccare altri obiettivi ed è aggiornata di continuo. Una richiesta da uno di questi indirizzi viene respinta prima di raggiungere il tuo sito.
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Regola sugli URL di attacco (blocca): nella Cyber Console compare come Attacchi noti.
Valuta solo l’indirizzo e gli header di una richiesta: richieste di file sensibili come
/.envo/.git, path traversal, stringhe Log4Shell, HTTP malformato o abusivo e strumenti di scansione che si dichiarano tali. Non legge mai campi dei moduli, corpi JSON o cookie, quindi i dati inseriti dai tuoi utenti non vengono mai valutati da questa regola. - Blocchi automatici (blocca): una sorgente che continua a inviare questi attacchi al tuo sito viene bloccata su di esso per 24 ore. Compare in IP bloccati con l’indicazione Blocco automatico, e il blocco si toglie da solo. Gli indirizzi dei servizi di Google non vengono mai bloccati in questo modo, e le richieste di pagine inesistenti non contano mai per un blocco.
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Le tue liste (bloccano, decidi tu): un Owner o un Security Officer le imposta nella scheda
Protezione della pagina di stato, e Cloud Defender applica una modifica entro circa due
minuti.
- IP bloccati: un indirizzo o una rete rifiutati su questo sito, per un giorno, una settimana, un mese o fino alla rimozione.
- Whitelist: indirizzi che passano sempre. Non vengono mai bloccati e mai rifiutati dalla Threat Intelligence o dalla regola paesi. Gli attacchi noti vengono comunque rifiutati, e una pagina riservata resta aperta solo alla propria lista.
- Pagine riservate: una pagina come un’area di login o di amministrazione (per esempio
/wp-admin/) aperta solo agli indirizzi e ai paesi che indichi. Chiunque altro riceve una pagina di errore. - Regola paesi: rifiuta i visitatori dai paesi che indichi, oppure accetta solo quelli, e facoltativamente rifiuta anche la rete Tor e i visitatori di paese sconosciuto.
- Regole a firme (rilevano, o bloccano se lo scegli): ogni richiesta viene confrontata con l’OWASP Core Rule Set, che copre SQL injection, cross-site scripting e altri schemi di attacco come la command injection e la file inclusion. Per impostazione predefinita questi controlli rilevano e non bloccano: le corrispondenze vengono registrate come anomalie ed elencate nella scheda Rilevamenti della pagina di stato, dove le valuti tu. Un Owner o un Security Officer può portare SQL injection e XSS nella scheda Protezione da In rilevamento a Blocco attivo: le richieste corrispondenti vengono allora rifiutate, entro circa cinque minuti. Prima di farlo leggi le FAQ.
- Rilevamento degli scanner (solo rilevamento): gli schemi di richiesta tipici degli scanner automatici, come un’alta quota di pagine non trovate o una scansione di molti percorsi, vengono registrati come anomalie ed elencati anch’essi in Rilevamenti. Il rilevamento guarda il comportamento, mai il nome con cui un client si presenta.
- Controlli di salute: Cloud Defender verifica periodicamente che il tuo dominio e il tuo server rispondano, e che le richieste al tuo sito passino davvero attraverso la protezione. L’esito è visibile nella pagina di stato.

